Hans-Agne Jakobsson

Hans-Agne Jakobsson: storia e lampade del designer scandinavo della luce

Hans-Agne Jakobsson è uno dei grandi protagonisti del design scandinavo del Novecento.

Designer svedese, ha dedicato oltre cinquant’anni a una missione fondamentale: progettare l’illuminazione.
È conosciuto soprattutto per le sue lampade antiriflesso, progettate per diffondere la luce in modo morbido.

La sua ricerca si inserisce nel filone dell’“organic modern”, influenzato da figure come Poul Henningsen e Alvar Aalto, ma sviluppa una direzione autonoma.

Più di 2.000 lampade, in ottone, vetro, tessuto e legno, nate per trasformare l’illuminazione in atmosfera e prodotte principalmente nello Småland, cuore manifatturiero della Svezia.

Ecco la sua storia.

Imparare a costruire (prima ancora che progettare)

Hans-Agne Jakobsson nasce nel 1919 a Havdhem, sull'isola di Gotland, uno scoglio di calcare nel Baltico, lontano dalla Svezia continentale.

Un posto poetico dove d'estate la luce scintilla sui laghi e filtra tra i rami delle foreste scure.

Cresce in un contesto dove il lavoro manuale ha un valore. Hans Agne impara presto a creare con le mani e a 18 anni supera l'esame da maestro ebanista.

Non è un apprendistato qualunque: è una qualifica che nella Scandinavia di quegli anni significa qualcosa di preciso: sai fare le cose, sai farle bene, sai perché le fai così.

Göteborg e la Chalmers: dove impara a vedere

akobsson studia architettura alla Chalmers University of Technology di Göteborg, la stessa università che ha formato generazioni di ingegneri e architetti svedesi, fondata nel 1829.

Si laurea in architettura, con una formazione che mescola rigore costruttivo e sensibilità per i materiali.

Collaborazioni che segnano il design

Prima di fondare qualcosa di suo, Jakobsson percorre un curriculum che non assomiglia a nessun altro designer scandinavo dell'epoca.

Inizia come designer industriale alla General Motors. Negli anni '40, General Motors è l'azienda manifatturiera più grande del mondo, con uno studio di design interno (la Style Section) che definisce l'estetica dell'automobile americana.

Lavorarci significa capire la produzione di massa, i vincoli industriali, la differenza tra un'idea bella e un'idea realizzabile.

Alla fine degli anni ‘40, Jakobsson diventa assistente di Carl Malmsten.

Malmsten è il grande maestro del mobile svedese tradizionale: artigianato, materiali nobili, forme classiche reinterpretate.
C’è un cambio di paradigma totale: dove General Motors lavora sulla scala, Malmsten lavora sulla cura.

Parallelamente, Jakobsson entra in contatto con Werner West, il pioniere del design finlandese moderno, che lavora con il legno, compensato e impiallacciature. Collabora con aziende di produzione, muovendosi dentro un sistema in cui artigianato e industria convivono.

Quando, nel 1951, Jakobsson fonderà la sua azienda, porterà con sé tutto questo: la scala industriale di General Motors, la cura artigianale di Malmsten, la modernità di West.

Hans-Agne Jakobsson e l’azienda a Markaryd

Nel 1951 Jakobsson fonda Hans-Agne Jakobsson AB nello Småland, la regione della Svezia del Sud nota per i suoi laghi, le foreste di pini che è il cuore pulsante dell’artigianato locale.

In un articolo del 1953, Jakobsson descrive la sua filosofia in una frase che vale come manifesto:

"Credo che ogni parte della lampada debba suscitare l'interesse del designer."

Il cavo, il portalampada, la coppetta a soffitto: tutto conta, tutto viene pensato.

Jakobsson fonda l'azienda, disegna i pezzi, supervisiona la produzione.

La prima collaborazione produttiva avviene in partnership con la fabbrica Ellysett AB, che realizza diversi dei suoi modelli.

Non assume altri designer per anni. La voce è la sua, unica e riconoscibile, fino a quando, negli anni '70, lancia una linea firmata dal designer Torsten Orrling ispirata alla Pop Art.

Nel 1971, l’attività viene trasferita nel centro di Markaryd, dove si consolida su una scala più ampia.

Le lampade in pino di Hans-Agne Jakobsson

C'è un aneddoto che racconta tutto su come Jakobsson lavora.

A metà degli anni '50, nel periodo natalizio, Jakobsson allestisce una vetrina. La luce è troppo forte, troppo dura, un problema che i designer di lampade conoscono bene.

Per attenuarla improvvisa un paralume con trucioli di pino. Non è pianificato: è una soluzione urgente a un problema inatteso.
Il risultato è inaspettato: i passanti si fermano e chiedono dove poter acquistare quel paralume, chiaramente non in vendita.
Un ottimo assist per Jakobsson, che trasforma, così, quell’idea in un prodotto vero e proprio.

Nascono così i modelli 1001, 1002, 1003 e tante altre lampade non solo a sospensione, ma anche da parete e da tavolo in laminato di pino.

Lampada 1003 - Credits: Vaarnii

La caratteristica che le unisce è l’emissione della luce: il loro design filtra la luce e la diffonde in modo più morbido.

Alla fine degli anni ’50, Jakobsson avvia la produzione nella sua azienda, ottenendo rapidamente un riscontro anche a livello internazionale.

Intorno al 1970, una lampada in laminato di pino viene selezionata da IKEA.
La produzione, però, non avviene direttamente sotto il suo marchio, ma attraverso Ellysett AB, azienda partner legata a IKEA e anch’essa con sede a Markaryd.

Il segreto: i laghi, i boschi, il Giappone

Jakobsson si ispira alla natura del suo paese natale, la Svezia del Sud, con i suoi laghi scintillanti e le vaste foreste scure. Questa influenza lo porta a occuparsi in modo creativo della luce e dell'illuminazione, delle caratteristiche morbide dello spettro luminoso.

Nel suo cuore, però anche il Giappone ha un posto speciale. Non un viaggio documentato, non una residenza. Una consonanza profonda, riconosciuta da lui stesso in un testo:
"Qui in Scandinavia abbiamo sempre considerato l'arte dell'interior decorating giapponese come un eccellente modello di bellezza semplice e buona funzione. Il nostro modo di vivere, combinato con le tradizioni ereditarie, è di carattere così eterogeneo che più raramente riusciamo a trasferire le idee dell'uno nella pratica dell'altro. Credo, però, che le lampade in laminato di pino qui presentate abbiano qualcosa del calore e della morbida intimità che noi scandinavi siamo disposti ad associare all'atmosfera degli interni giapponesi."

Potremmo definirlo un precursore dello stile Japandi.

I materiali: ottone, vetro soffiato a bocca, laminato di pino

Jakobsson sperimenta con ottone, ferro, vetro, tessuto e laminato di legno. Impara a padroneggiare la direzione e il colore della luce come pochi altri.

I suoi modelli sono noti per le lampadine nascoste e gli ingegnosi e decorativi paralumi, che creano una luce diffusa e attenuata.

Il vetro soffiato a bocca viene prodotto nello Småland, la stessa regione dove opera Jakobsson, una zona con una tradizione vetraria secolare. I paralumi in vetro delle sue lampade non sono componenti industriali: sono pezzi unici, con le variazioni e le imperfezioni che il soffio umano inevitabilmente introduce.

Le lampade in lamiato di pino seguono un'altra logica: il materiale è semitrasparente, lascia filtrare la luce invece di rifletterla, crea un bagliore caldo che ricorda, come lui stesso dice, l'intimità di un interno giapponese.

Modello B-142: ottone in strati

La lampada da tavolo B-142 è in ottone. Il paralume è composto da più strati sovrapposti che creano un gioco ritmico e atmosferico di luce indiretta. La patina che si accumula nel tempo aggiunge ulteriore carattere al pezzo.

Si tratta di uno dei modelli più cercati sul mercato vintage, sempre attuale e riconoscibile.

Coppia di lampade da tavolo di Hans-Agne Jakobsson anni ‘60

Modello BN-26

La lampada da tavolo BN-26 viene prodotta da Hans-Agne Jakobsson AB a Markaryd.

È in ottone lucido. Si tratta di una lampada di forma cilindrica composta da una sovrapposizione studiata di dischi, così da creare una luce che non abbaglia.
I pezzi vintage sono oggi modelli di collezione.

Fringe: una lampada tessile che filtra la luce

Tra i modelli più riconoscibili di Hans-Agne Jakobsson c’è la lampada Fringe, disegnata nel 1960.

Tra i vari modi che Jakobsson sperimenta per rendere la luce soffusa, c’è anche un paralume di frange, le quali schermano la lampadina e trasformano la luce diretta in un bagliore morbido e diffuso.

Si crea così, una lampada dall’alto potere decorativo, elegantissima, costituita da tessuto e ottone.

2.000 lampade e un'eredità sommersa

La sua azienda produce oltre 2.000 modelli di lampade in cinquant'anni.

Le sue lampade si trovano in case private e in edifici pubblici di tutta la Svezia.

Molte sono dimenticate, prodotte in piccoli lotti per committenti locali, alberghi, ristoranti svedesi, mai documentate in cataloghi internazionali.

Su oltre 2.000 modelli, una grande parte ha raggiunto una distribuzione significativa fuori dalla Svezia.

Hans Agne Jakobsson, muore nel 2009 in Svezia, dopo aver attraversato settant'anni di design scandinavo senza mai smettere di lavorare.

La nostra eredità da parte di Hans-Agne Jakobsson

Jakobsson ci lascia in eredità migliaia di lampade.

Quella luce morbida, diffusa, che nasconde la lampadina e crea atmosfera in ogni stanza. Quell’atmosfera ispirata ai laghi di Gotland, ai boschi di pino dello Småland, e a qualcosa che lui vedeva anche negli interni giapponesi: la convinzione che la luce giusta non è quella che illumina di più, ma quella che fa stare meglio.

Oggi una lampada vintage di Hans-Agne Jakobsson oggi non è solo un oggetto d’arredo. È un pezzo da collezione ricercato e di alto valore, che aggiunge immediatamente pregio e personalità agli interni. Scopri la nostra selezione di lampade vintage di Hans-Agne Jakobsson, scelte direttamente in Scandinavia per autenticità, rarità e condizioni.

Design By Hans-Agne Jakobsson