Nanna Ditzel
Nanna Ditzel: materiali, forme e libertà nel design danese
Nanna Ditzel è una designer danese che ha attraversato il design scandinavo del dopoguerra lavorando tra mobili, gioielli, tessuti e interni, destreggiandosi tra vimini, compensato, fibra di vetro, argento, tra tradizione e tecnologie all’avanguardia.
Ha attraversato sei decenni di design con una curiosità inesauribile e una poliedricità allineata con la sua fame di cambiamento.
Ecco la sua storia.
Bench for two
Credits Fredericia Furniture
Nanna Ditzel: i primi anni a Copenhagen
Nasce il 6 ottobre 1923 a Copenhagen, figlia di una famiglia borghese.
Cresce nella capitale danese e fin da bambina dimostra una naturale inclinazione verso il miglioramento degli oggetti quotidiani.
Nanna Ditzel sapeva già a 17 anni che voleva fare la designer di mobili.
Inizia la sua carriera come apprendista ebanista alla Richards School di Copenhagen, emergendo in un settore quasi interamente maschile.
Si diploma come ebanista nel 1943.
Nanna è conosciuta per la sua grande energia e la sua autodisciplina. Prosegue gli studi e si iscrive alla Royal Academy of Fine Arts.
La formazione, tra modernismo e ricerca di forme scultoree
Frequenta la prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Copenhagen, sotto la guida del famoso professor Kaare Klint. Tra i suoi altri insegnanti ci sono gli architetti Peter Koch, Orla Mølgaard Nielsen, Peter Hvidt e il pittore V. Isbrand. Qui si specializza nel design del mobile.
Seppur formata da Klint e dal suo modernismo funzionalista, Ditzel rompe presto le regole rigide e formali del design per cercare forme più poetiche e scultoree.
È alla Kunsthåndværkerskolen (Scuola di Arti Applicate) che Nanna incontra Jørgen Ditzel (quello che diventerà suo marito) lui formato come tappezziere, lei come ebanista.
Condividono un'estetica basata sulla creazione di ambienti comodi, vivibili e semplici. Insieme iniziano a partecipare alle esposizioni della Cabinetmakers' Guild.
La prima esposizione e un tè che piace a tutti
Tra i pezzi esposti alla Cabinetmakers' Annual Exhibition c'è un tavolino da tè con vassoio rimovibile, disegnato per Louis G. Thiersen: un pezzo semplice, funzionale, che viene accolto con entusiasmo.
Nel 1945, Nanna riceve il secondo premio alla Joiners' Autumn Exhibition. L'anno seguente concludono la formazione, si sposano e aprono il loro studio condiviso a Hellerup.
Nanna prende il cognome con cui è passata alla storia, Ditzel.
Lo studio Ditzel: primi progetti e approccio al design domestico
All'inizio il focus del lavoro è l'arredamento dei piccoli salotti. Nanna propone un'idea nuova: usare gli armadietti della cucina come divisori di spazio. È un approccio che introduce un uso più flessibile dello spazio domestico.
Nel 1947 lo studio vince otto competizioni in discipline diverse: tessuti, mobili, vetro, smalto e ceramica. Quest’anno consacra il loro nome associandolo a metodo, velocità di pensiero, capacità di muoversi tra materiali e linguaggi diversi.
Nei primi anni '50 Nanna lavora come designer di mobili nello studio dell'architetto Fritz Schlegel, continuando nel frattempo a progettare e a esporre con suo marito.
Gunnar Aagaard Andersen e la Cabinetmakers' Guild
Nel 1952 progettano arredi per bambini in compensato per Knud Willadsen Møbelsnedkeri e nello stesso anno collaborano con Gunnar Aagaard Andersen per progettare lo stand della Cabinetmakers' Guild Exhibition.
Cos’è la Cabinetmakers’ Guild Exhibition?
La Cabinetmakers' Guild Exhibition, la mostra annuale degli ebanisti di Copenhagen, era il luogo in cui il design danese del dopoguerra si definiva, una rassegna dove i migliori progettisti presentavano le loro ricerche davanti ai colleghi e alla critica. Essere invitati a curare lo stand significava essere riconosciuti come parte del nucleo creativo della scena.
Georg Jensen e i gioielli: quando il corpo è il mobile
A partire dagli anni '50, Nanna e Jørgen iniziano a progettare gioielli in argento per il noto orefice danese Georg Jensen. I loro pezzi diventano molto popolari (alcuni sono ancora in produzione oggi) con forme moderne e asimmetriche e con curve progettate per fondersi con il corpo di chi li indossa.
L'associazione con Georg Jensen durerà quarant'anni, durante i quali Ditzel crea gioielli di forma organica, oggetti per il bar, stoviglie in ceramica e tovaglie.
La stessa grammatica formale delle sedie, morbida, curva, aderente alla figura umana, applicata agli oggetti che si portano sul corpo.
Il libro e la Triennale di Milano
Nel 1954 Nanna e Jørgen Ditzel pubblicano il libro Danish Chairs, una raccolta ragionata sulla storia della sedia danese, che diventa un riferimento per designer e storici. Nello stesso anno ricevono la Medaglia d'Argento alla Triennale di Milano.
Per il design danese degli anni '50, la Triennale era la sede in cui si costruivano reputazioni internazionali. Una medaglia d'argento era un riconoscimento che apriva porte in Europa e oltre.
Nanna Ditzel vince il Lunning Prize
Nel 1956 la coppia viene premiata con il prestigioso Lunning Prize per i loro design di gioielli. Il Lunning Prize era il riconoscimento più importante del design scandinavo dell'epoca, assegnato a chi stava davvero definendo il linguaggio del Nord Europa. Kjærholm lo vince nel 1958. Wegner nel 1951. I Ditzel nel 1956.
Il premio permette alla coppia di viaggiare.
La coppia parte per il Messico alla ricerca di ispirazione. Visitano anche la Grecia, l’Italia e gli Stati Uniti. Tornano con occhi nuovi e una libertà formale che si sente nei pezzi degli anni successivi.
La Hanging Egg Chair: una stanza dentro una stanza
Nel 1957, Nanna e Jørgen iniziano a progettare arredi in vimini per R. Wengler, un'azienda pioniera nella lavorazione del rattan in Danimarca.
La Hanging Egg Chair del 1959 esemplifica il pensiero spaziale che distingue lo studio Ditzel dai contemporanei, concentrati sul piano del pavimento. È prodotta in rattan intrecciato, materiale leggero e resistente tipico della tradizione danese del dopoguerra.
Sospesa dal soffitto, la sfera di vimini crea un ambiente intimo dentro uno spazio: una stanza dentro una stanza.
La struttura è a forma d'uovo, in canna intrecciata, con un cuscino removibile con fodera in lana. Una catena metallica la collega al soffitto.
La sedia a gravità zero suggeriva uno stile di vita libero dalle paure terrestri.
Il pezzo anticipa l'interesse degli anni '60 per i mobili a forma di capsula.
Diventa un classico per i servizi fotografici di moda ed è un’icona degli anni '60 tanto quanto la Ball Chair in plastica di Eero Aarnio del 1963.
La sedia per bambini ND54 e la linea di gioielli
Nel 1955 Nanna Ditzel progetta per Kold Savværk una sedia alta per bambini, la ND54 High Chair, che diventa uno dei pezzi più riconoscibili della sua produzione.
La struttura è in massello di legno, con linee pulite e proporzioni studiate per accompagnare la crescita del bambino.
La ND54 High Chair è un'opera acclamata di arredamento moderno per l'infanzia
Lo stesso anno, viene ingaggiata da Søren Georg Jensen per disegnare gioielli con pietre semipreziose per la sua gioielleria di famiglia, pezzi organici, asimmetrici, dalle forme particolari.
La Poltrona Modello 83: la firma di un decennio
Tra i pezzi più ricercati della produzione Ditzel degli anni '60 c'è la Poltrona Modello 83, un pezzo che porta tutto il vocabolario formale di Nanna in un oggetto da salotto. Struttura in legno dalle gambe affusolate, seduta morbida, proporzioni armoniose.
Le versioni vintage originali del Modello 83 di Nanna Ditzel in buone condizioni sono rare e molto ricercate.
1961: la morte di Jørgen Ditzel
Jørgen Ditzel muore di cancro nel 1961, pochi giorni prima del suo quarantesimo compleanno, lasciando Nanna, tre figlie piccole e lo studio.
Nanna porta avanti lo studio. Dopo la morte del marito, il suo lavoro prende un taglio più sperimentale, esplorando il potenziale della schiuma e della fibra di vetro, materiali con cui si confrontano altri designer d'avanguardia, primo tra tutti Verner Panton.
Lo sgabello Toadstool di Nanna Ditzel
Nel 1962 sviluppa la serie Toadstool.
Toadstool è uno sgabello per bambini dalla forma a fungo, con la grazia formale di un pezzo di design adulto.
Realizzato in legno, è solido, stabile e facilmente maneggiabile, con proporzioni ribassate pensate per l’autonomia dei bambini.
Credits: Designmuseum Danmark Furniture Index
RP03179 - klemp@dkim.dk.- Nanna Ditzel 230801, 091001
Il Hallingdal: il tessuto contract più usato ancora oggi
Nel 1965 Nanna progetta il tessuto Hallingdal per Kvadrat.
È il primo tessuto prodotto da Kvadrat, e non è un dettaglio: segna l’inizio dell’identità stessa del brand.
Hallingdal nasce per il contract, quindi per spazi pubblici, uffici e ambienti ad alta usura. La sua forza sta nella costruzione: una miscela di lana e viscosa che unisce resistenza e profondità visiva. La lana garantisce durabilità e struttura, mentre la viscosa cattura la luce, creando quel leggero effetto vibrante che lo rende riconoscibile anche da lontano. Ancora oggi è uno dei tessuti per contract più utilizzati in Scandinavia.
Londra; Interspace e una nuova vita
Nel 1968 Ditzel si trasferisce a Londra con il secondo marito Kurt Heide. Qui, insieme, nel 1970 aprono Interspace, uno showroom internazionale di mobili e design nel quartiere di Hampstead. Gli anni londinesi sono produttivi per i tessuti: collaborazioni con Kilkenny in Irlanda e Firth Furnishing nello Yorkshire producono una serie di tessuti colorati che assorbono l'energia visiva della Londra degli anni '70.
1987: il ritorno a Copenhagen e la Bench for Two
Dopo la morte di Kurt Heide nel 1985, Ditzel torna a Copenhagen nel 1987 e apre uno studio in una casa a schiera nel quartiere di Klareboderne. Una delle zone più antiche della città, con le strade strette, i cortili in pietra, le facciate seicentesche. Il posto giusto per ricominciare.
Nel 1989 entra in contatto con l’azienda Fredericia, iniziando con la Bench for Two. La panca è in legno, leggera, con una texture di serigrafia che la rende visivamente dinamica, quasi un oggetto grafico oltre che un sedile.
Bench for two
Credits Fredericia Furniture
Nel 1990 vince la medaglia d'oro alla International Furniture Design Competition in Giappone proprio con questo arredo.
Trinidad Chair e la tecnologia CNC
Nel 1993 Nanna Ditzel consegna al mondo un pezzo inaspettato.
rogettando la sedia Trinidad,
Trinidad è un'isola caraibica con una storia coloniale stratificatissima - spagnola, francese, britannica - da cui è nato uno stile architettonico unico: il Gingerbread. Case con trafori ornamentali in legno, tetti a capanna, fretwork elaborato in cui il pieno e il vuoto lavorano insieme e la luce filtra creando ombre in movimento.
"A Trinidad ho visto come le facciate delle case si dissolvessero quasi in luce e ombra, quasi come un merletto, e ho pensato: come posso usare questo per una sedia?"
Con la Trinidad, invece di eliminare ogni ornamento, che era parte dei principi modernisti, Ditzel usa l'ornamento, seppur discreto, come punto focale di una sedia distintiva. Il traforo ritagliato nello schienale in compensato curvato non solo alleggerisce la densità visiva della sedia, ma funziona anche come elemento decorativo. Utilizzando la nuova tecnologia CNC, la Trinidad viene accolta come una svolta quando viene presentata nel 1993.
Sedia Trinidad
Credits: Fredericia Furniture
Nanna Ditzel e la tecnologia CNC
La tecnologia CNC (Controllo Numerico Computerizzato) si diffonde tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, quando l’informatica inizia a entrare stabilmente nei processi produttivi, trasformando il modo in cui si lavorano materiali come legno e metallo. L’innovazione sta nella possibilità di tradurre un disegno digitale in istruzioni precise per una macchina, capace di eseguire tagli complessi con una ripetibilità e una precisione impossibili da ottenere manualmente. Quando Nanna Ditzel progetta la Trinidad Chair per Fredericia Furniture nel 1993, questa tecnologia è ormai matura e viene utilizzata per realizzare il caratteristico traforo nello schienale in compensato curvato: un motivo complesso, leggero e ripetibile, che unisce funzione e decorazione. È proprio attraverso la collaborazione con Fredericia, azienda attenta all’innovazione produttiva, che Ditzel entra in contatto diretto con le potenzialità della CNC, sfruttandola come leva progettuale per reintrodurre l’ornamento in una chiave contemporanea.
Il successo del lancio della Trinidad nel 1993 segna un punto di svolta nella storia di Fredericia, stabilendo Nanna Ditzel come secondo house designer di Fredericia dopo Børge Mogensen.
Nel 1995 vince l'ID Prize, uno dei principali riconoscimenti del design danese.
Il contributo fondamentale: la libertà come metodo
Nanna Ditzel si descrive come un'osservatrice che ama giocare con forme, colori e volumi. Il suo interesse e la sua curiosità nel lavorare con elementi diversi la spingevano a continuare a progettare. Voleva sempre creare qualcosa di nuovo, qualcosa mai visto prima.
La sua filosofia di design, radicata nel modernismo danese mid-century, subisce una significativa evoluzione nel corso della carriera, adattandosi ai cambiamenti tecnologici, sociali e personali mantenendo un impegno costante verso l'innovazione centrata sull'uomo.
Nanna Ditzel muore nel 2005.
La Trinidad Chair, la Hanging Egg Chair e il tessuto Hallingdal e tutti gli innumerevoli arredi creati durante la sua carriera, occupano ciascuno un posto distinto nel canone del design scandinavo. Tre pezzi, tre decenni diversi, tre materiali e tecniche diversissimi.
I suoi pezzi, a distanza di anni, continuano a mantenere viva e amata l’attività di Nanna Ditzel. Noi di Casafika, selezioniamo direttamente in Scandinavia i mobili vintage firmati Nanna Ditzel: iconici, sempre attuali, a tratti eclettici.